Rispondi a: I segreti dei CIO per un approvvigionamento IT efficace: CIO e CPO a confronto.

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Bruno CitarellaBruno Citarella
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Oggi che l’IT si trova a fronteggiare forze esterne di trasformazione:

– considerando l’ambito degli enti pubblici (PA) e soprattutto quello delle PAL (PA Locali) la trasformazione sta avvenendo in maniera a dir poco traumatica per impreparazione di base e scarsa capacità da parte dei soggetti deputati a livello centrale/nazionale di trasferire, usando una metafora meccanica, la spinta propulsiva alle ruote del sistema PA.

Queste condizioni richiedono un’alleanza ancora più stretta tra CIO e CPO, che sposta il ruolo del CIO dalla creazione alla gestione di prodotti/soluzioni/servizi.

– il problema è che i CIO delle PA sono pochi in generale e spesso mancano di formazione specifica (i concorsi per dirigenti INFORMATICI soprattutto a livello locale languono, quelli per il personale informatico di comparto – ancora più necessari – sono appannaggio di pochi enti più “evoluti”). A ciò si aggiunge la mancanza di veri e propri CPO con cui confrontarsi, l’impiego della piattaforma AcquistiinretePA (MEPA-CONSIP) è vista come uno strumento per evitare complicazioni ma ancora non se ne percepiscono appieno le potenzialità (anche a causa di sfortunate convenzioni e “accordi quadro” chiusi da Consip non in linea con le reali esigenze degli enti nè a volte con l’offerta di mercato: spesso il lobbysmo di alcuni settori dell’IT ha il sopravvento).

Un’analisi dei requisiti poco attenta e superficiale disperde risorse e genera innovazione caotica.

– purtroppo oggi molto spesso è così e lo sforzo che si sta attuando a livello locale per raggiungere finalmente una informatizzazione degli enti al passo con quella dei paesi più avanzati, viene vanificata dal caos complessivo che testimonia una scarsa capacità di orchestrare e indirizzare gli interventi in maniera organica (troppe agenzie che cambiano nome, casacca, obiettivi etc. troppo rapidamente, speriamo che la creazione di un ministero specifico riesca a portare ordine e soprattutto che possa operare con continuità).

Il dossier intende approfondire insieme ai CIO i punti chiave per scaricare a terra un processo di IT procurement vincente, rispondendo alle seguenti domande:
• IT procurement come leva strategica per il cambiamento, da dove iniziare?

– nell’ambito delle PA esistono strumenti a supporto ma la percezione che possano avere una valenza strategica per il cambiamento innovativo dell’ente è ancora molto distante dal realizzarsi. Ci sono casi di “eccellenza” che poi significa attuare le normali indicazioni normative in tema di digitalizzazione della PA, ma sono ancora pochi e soprattutto al sud c’è ancora un eccessiva propensione al procurement tradizionale cosa che l’attuale quadro emergenziale (Covid-19) sta enfatizzando.

• Come cambia il perimetro dell’IT procurement (gestione del rischio/ business continuity /cloud)?

– nel caso dell’IT procurement lo spostamento dai prodotti ai servizi si sta facendo sempre più marcato vuoi per mancanza di capacità interna (risorse IT skillate) di gestire i prodotti IT in autonomia, vuoi per scaricare su soggetti esterni le responsabilità sempre più marcate legate alla gestione del rischio e alla business continuity.

• Come passare dalla logica degli Acquisti tradizionale a quella di Procurement di capability e di interoperabilità con l’ecosistema (partner e infoprovider)?

– Le PA hanno già avuto indirizzi cogenti in merito con ad esempio il principio del Cloud first, o con la razionalizzazione (chiusura) dei data center non strategici, come questi indirizzi si sono tradotti in azioni concrete è piuttosto variegato ma in generale l’approccio più frequente è l’individuazione di partner/infoprovider affidabili con cui sviluppare i progetti di digitalizzazione passando attraverso la qualificazione dei partner stessi su MEPA e sul Markteplace dei servizi cloud per le PA (https://cloud.italia.it/marketplace/). In generale tutti questi processi sono guidati dal CIO più che dal CPO (che come dicevamo spesso è una figura ancor meno presente nelle PA del CIO stesso: i soggetti che si occupano di “acquisti” (usiamo il termine di proposito al posto di procurement che ha un’accezione più ampia) lavorano ancora in maniera tradizionale o seguendo con rigidità gli obblighi imposti dal MEPA.